La lettera di Rocco Commisso: ambizioni, critiche e prospettive per la Fiorentina

La lettera di Rocco Commisso: ambizioni, critiche e prospettive per la Fiorentina
Commisso

Nel cuore della Toscana, dove il calcio si respira tra le antiche strade di Firenze, il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha preso carta e penna in un gesto che va al di là del semplice comunicato. Con la passione di un tifoso e la lucidità di un imprenditore, si rivolge alla sua gente, ai sostenitori viola, per tracciare un bilancio e mostrare quella forza che solo un leader può trasmettere.

La stagione in corso si è dimostrata un percorso tortuoso, ma Commisso non nasconde la propria fiducia nella compagine allenata da Vincenzo Italiano. Nonostante i recenti passi falsi, il presidente ribadisce la qualità del gruppo, sottolineando come fino a dicembre la squadra abbia navigato in acque tranquille, sfiorando le vette della classifica. Di fronte a questa realtà, il mercato di gennaio è stato un’opportunità per potenziare l’organico, seguendo una politica di investimenti ponderati, lontani dalle follie improduttive.

Le ambizioni, Commisso ci tiene a precisarlo, non sono cambiate. La Fiorentina è ancora in lizza su tutti i fronti e l’obiettivo è superare i risultati della stagione precedente. Dopo tre anni dal suo arrivo, Commisso guarda al passato con una certa soddisfazione: il club, alla sua presa, si era appena salvato. Oggi, invece, può vantare una qualificazione europea e una finale di coppa nazionale, risultati che mancavano dal 1961. Si punta al trofeo, ma il traguardo, seppur mancato, non sminuisce il percorso fin qui compiuto.

La critica, tuttavia, non si fa attendere e Commisso difende con ardore l’operato della sua dirigenza. L’esigenza di rinforzi non deve tradursi in spese irrazionali. Sottolinea come, in cinque anni, nessuna proprietà abbia investito quanto la sua. I soldi, a suo dire, non sono un problema e lo dimostra con i fatti: 430 milioni investiti, inclusa la costruzione del “Rocco B. Commisso Viola Park”, una casa eterna per la Fiorentina.

Non mancano le precisazioni, con Commisso che ribadisce la sua intenzione di non vendere il club. Come Dante non fu costretto a lasciare Firenze, nessuno potrà costringerlo a cedere la Fiorentina. Le decisioni, sul chi deve restare o partire, spettano a lui solo.

La visione del presidente si allarga poi al contesto del calcio italiano. Mentre riconosce i meriti di società come Atalanta e Bologna, non manca di evidenziare il tempo e gli sforzi necessari per cogliere risultati significativi. Commisso si è sempre detto pronto ad investire, ma ha ribadito la necessità di maggiori entrate e di nuove fonti di revenue, come quelle che potrebbe garantire uno stadio all’avanguardia. Benché gli introiti siano cresciuti, restano lontani da quelli dei top club, e il presidente esprime la propria preoccupazione per le squadre indebitate che, nonostante ciò, continuano a competere.

La lettera di Commisso si chiude con un appello all’unità. Un invito ai tifosi a restare vicini alla squadra, supportandola come sempre hanno fatto. La fiducia è palpabile: l’impegno e la serietà non mancano e la promessa è quella di regalare al popolo viola le soddisfazioni che merita. In un mondo calcistico sempre più incerto, il presidente della Fiorentina trasmette un messaggio chiaro: insieme si è più forti, insieme si può sognare.